Archivi categoria: Libro in Atti – Una Ragazza Fantastica

Una Ragazza Fantastica è un racconto fantastico che parte dalla realtà, da una storia vera.
Un libro in atti.
di Onemarishow

Una Ragazza Fantastica – atto 3 –

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Una Ragazza Fantastica – atto 3 – 

Pronta, sono fuori casa!

di Onemarishow

di Onemarishow

La giornata può iniziare o quasi, perché  dopo aver provato tre pantaloni e una gonna mi rivesto esattamente come  ieri, cambio la biancheria intima però…
Trucco: un po’ di matita, un po’ di fard, con i capelli corti tutta un’altra vita e tanto tempo in più per fare altro… ma cosa alle otto del mattino?!
Scarpe indossate; borsa quella di ieri e di ogni giorno, mi accerto che ci sia dentro il portafoglio, tampax, utili anche quando non servono, chiavi dell’ufficio, agenda, penna blu, penna rossa, matita, il quaderno dei pensieri, dovesse venirmi qualche idea o pensiero geniale, caramelle, il magnesio, la pallina da giocoliere in pelle, fogli vari, cartoline, biglietti di cinema e teatro, vecchi scontrini, assortimento di accendini.
La giacca, quella fucsia oggi può andare bene c’è il sole e sento che farà caldo, ah la sciarpa.

Pronta!

Ultimi dettagli… telefono, chiavi di casa, gas chiuso, la finestra la lascio aperta, chiudo la porta e giù per le scale. Anche oggi sono uscita, sono in strada.
Prima tappa il bar sotto casa per la colazione, mi piace fare colazione al bar, osservare le persone, sfogliare il giornale leggendo solo i titoli a caratteri cubitali. Mentre leggo i titoli della cronaca nera  ripenso ai cupi presagi del mio libro dettati dal mio sogno, voilà un caldo croissant mi fa subito cambiare pensiero, il caffè macchiato fa il resto, e poi una pera, mangio sempre un frutto al mattino.
Durante la settimana faccio colazione in un bar piccolo ed economico, la proprietaria è esile, con un ghigno stampato in viso e degli occhi strani, sbatte in continuazione le palpebre forse in una vita precedente era una farfalla. Insieme alla farfalla a preparare caffè, cappuccini,  spremute ci sono a turno due ragazzi e due ragazze giovani e ogni mattina più assonnati.

I clienti sono più meno gli stessi di ogni giorno, le battute anche. Li osservo ogni volta come se li vedessi per la prima volta, accessori di uomini e donne, mi concentro più sulle donne… gli uomini se non sono gay non danno nessuna soddisfazione, sempre anonimi e monocolore. Gli accessori rivelano subito se la persona di turno è in giornata depressa o allegra, se la regola degli accessori è vera direi che oggi sono quasi tutti depressi. Io voglio crederci, così ho la conferma che c’è qualcuno che sta peggio di me e vista la mia borsa e soprattutto il suo contenuto e poi le mie scarpe, la sciarpa, la collana, ogni pezzo non ha nulla in comune con tutto il resto…la mia è decisamente una giornata allegra… devo solo attraversare la strada con il verde e sperare che il nonno non muoia proprio oggi. Facendo finta di esser immersa nella lettura di un articolo… ascolto ancora un po’ quello che le due ragazze sedute al mio fianco raccontano. Mi stupisco o sconvolgo, devo ancora capirlo, nel vedere certa gente che al mattino presto riesce a snocciolare cosi tante parole, raccontare fatti minuziosamente, in ogni dettaglio. Io al mattino non riesco a parlare, e non perché ho sonno, in generale parlo molto poco…

Raramente però mi capita di diventare logorroica, senza un motivo preciso e spesso con argomenti un po’ strampalati, a detta di chi mi ascolta…, ma all’improvviso mi annoio e torno nel mio silenzio… Parlano di uomini, intendo le due del tavolino a fianco al mio. Una delle due esce con un ragazzo molto più giovane di lei, che chiama il bambino, l’altra ride…

di Onemarishow

di Onemarishow

Il bambino pare ami divertirsi, gioca a calcio e quasi tutte le sere deve allenarsi, se non si allena gioca partite a cinque con gli amici, se non si allena e non gioca guarda le partite in TV… e quando si vedono, a tarda ora, lui ormai è stanco dell’intensa giornata a forma sferica. L’amica ascolta e non manca di suggerimenti inutili.

La conversazione purtroppo non sfocia in nulla di piccante, solo pessimismo e rassegnazione, e così mentre le due vanno avanti con le loro chiacchiere, per me è ora di andare!

…the show must go on!

di Onemarishow

Una Ragazza Fantastica – atto 2 –

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Una Ragazza Fantastica – atto 2 –

Un sogno: sempre lo stesso eppure sempre diverso.

di Onemarishow

Il sogno prende forma, si evolve e ogni notte si aggiungono nuovi dettagli e nuovi ospiti che disturbano il sonno con continui risvegli. Arriva il mattino. Da una finestra le prime luci dell’alba filtrano velate da una leggera tenda colorata… Il sonno, quello vero, prende vita, mi avvolge e mi fa sprofondare nel caldo di un piumone dai mille colori. Tutto dura molto poco, in agguato poco distante da me  c’è una sveglia che mi guarda senza espressione e quando finalmente dormo, senza più sapere se sto sognando, a modo suo inizia a chiamarmi. Ogni mattina alla stessa ora, non sbaglia mai… nel suo meccanismo perfetto l’amore per una ragazza che finalmente dorme non è contemplato.

Come gli umani anche lei persegue il suo compito segnato da tempi ferrei e ben definiti.

Il suo suono è ripetitivo e continuo, non sempre la sento subito, ma lei non si scompone e non si ferma, gradualmente alza la voce e alla fine cedo, non posso fare altrimenti. E’ arrivato il momento, devo svegliarmi. Mi giro su me stessa a fatica, con gli occhi socchiusi la osservo: è così piccola, immobile, le lancette quasi a sbracciare mi incitano a reagire, allungo lentamente il braccio sinistro con l’intento di zittirla, è un attimo, torna il silenzio rotto da una luce ora più intensa, il sole ha iniziato la sua ascesa. So che ho un’autonomia di dieci minuti prima che riprenda a sbracciare e urlare. Non perdo tempo, richiudo gli occhi e dormo, dormo come non mai. Dieci minuti scorrono veloci, ne vorrei ancora, ma non posso, è l’ora di uscire dal caldo letto…

Appena in piedi corro in bagno a fare la pipì, poi mi dirigo verso la libreria, punto il solito libro, quello con copertina nera e scritte in oro, un libro che mi affascina, mi incuriosisce, a volte mi lascia perplessa e turbata per tutto il giorno.

Per alcuni periodi dell’anno lo consulto ogni mattina, il periodo dei sogni appunto. Gli racconto il mio sogno, i dettagli, i personaggi, gli oggetti e per ogni cosa il libro ha una previsione, solitamente sono tragedie, disgrazie, sfortune, perdita di oggetti, cari, conoscenti… Come in un film mi scorrono davanti le possibilità del caso… beh il nonno in effetti ha i suoi anni, potrebbe morire, la signora del secondo piano, sempre in motorino, potrebbe cadere; il semaforo sotto casa potrebbe essermi fatale se continuo a passare con il rosso e così via…

di Onemarishow

Sono sveglia da circa dieci minuti e praticamente mi è morto il nonno, la signora del secondo piano è caduta dal motorino e io sono stata investita perché passavo con il rosso… non potrò andare al funerale del nonno… in compenso divido la stanza d’ospedale con la simpatica signora del secondo piano. Wow !!

Certe mattine iniziano così e non per come ho dormito o peggio con chi, ma perché sogni ricorrenti mi rincorrono ogni notte e al mattino voglio capire, farli rivivere ed un libro è lì e mi accontenta con grandi soddisfazioni.

Mentre leggo le interpretazioni, ci credo, vivo le tragedie, piango, mi dispero, ma il tempo  di una doccia  e dimentico tutto, o quasi.

Lo spettacolo ha inizio – La giornata può iniziare!!

di Onemarishow

Una Ragazza Fantastica -atto 1-

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di Onemarishow

– 1 –

“Che  strana giornata oggi, c’ è stato il solito sogno ricorrente ed il risveglio ne ha risentito non poco.

Nonostante tutto però anche oggi sono sopravvissuta, ora siamo quasi a sera e come accade da un po’ al calare del sole e della splendida luce naturale, mi vedo costretta a vivere nel buio, con solo una piccola lucina… quando finirà tutto questo?! Quando potrò tornare libera e accendere la luce?!

A volte mi chiedo come possa aver resistito così a lungo…. “

Oggi mentre facevo colazione al solito bar sotto casa ho trovato un foglio scritto a mano con una scrittura poco comprensibile, ma con un po’ di impegno e dopo circa tre ore, sì, non avevo molti impegni oggi…,  sono riuscita a decifrare lo scritto che recitava più o meno così… continuo con la trascrizione:

“mi meraviglio di quanto una donna che ama non potrà mai capire da subito cosa sta facendo, a chi sta ponendo in mano se stessa, per chi sta scegliendo una strada, certo sua… ma insieme ad un’altra persona.  Un’altra persona che accanto a te condividerà per sempre, o per un certo periodo ogni cosa, ogni situazione… nella salute e nella malattia, nella buona e nella cattiva strada… come recita l’elogio al matrimonio…. Una persona che fa parte di te ma non sarà mai te…. che non conoscerai mai del tutto, né lui mai conoscerà te, come è naturale che sia. Noi siamo materia in continua evoluzione, è difficile già per ognuno di noi dire di conoscersi… Due persone anche se felici, uniti e inseparabili non si sarà mai parte uno dell’altro, non è naturale e anche impossibile, ci piace però credere alle fiabe con il lieto fine, ci piace pensare che saremo una sola cosa e per sempre. Questa teoria che in ogni donna diviene certezza subito dopo il primo bacio, ci rende euforiche, belle, felici, amorevoli, dolci, ci fa perdere l’appetito e dimagrire, ma soprattutto ci rende cieche, non ci fa vedere la realtà. Quella realtà che un giorno all’improvviso bussa al tuo cuore, si presenta senza preavviso, arriva con supponenza, spavalda senza se e senza ma, si piazza davanti ai tuoi occhi, dentro i tuoi occhi e in quel preciso istante ti giochi la tua vita... nel preciso istante in cui decidi di non voler vedere e non voler sentire, nel momento in cui decidi di non credere a te stessa, a questa esuberanza, a questa sicurezza, a questa “ospite” improvvisa così dura, forte, alla tua realtà, ma di credere alla costruzione di un amore. Decidi allora di guardare con gli occhi ciechi e le orecchie sorde, perché così è tutto più attutito più velato dall’abitudine e dalla paura di ascoltarti.

No, non è una scelta avventata o poco meditata, è semplicemente una scelta, una come tante; si sceglie quella strada che sai bene essere un vicolo cieco senza apparenti segreti. Decidi che è quella che ti piace, quella giusta e nota, si conoscono i limiti ed i rischi, e l’unico rischio è che se si  prende una rincorsa non ci potrà fare troppo male perché è solo un vicolo non molto lungo con alla fine un muro che con gli anni hai  ammorbidito, reso flessibile, fatto amico, ci si può sbattere contro senza farsi troppo male. Ecco, decidere di continuare a sbattere contro quello stesso muro, piuttosto che provarne altri magari più morbidi o molto più duri. Nonostante l’euforia, la bellezza, la dolcezza sorte subito dopo il primo bacio siano svanite… si decide di non ascoltare e non vedere quella “ospite” che si presenta.  Non è ben chiaro perché accade, ma è così. Puoi forse decidere di vedere e ascoltare per un attimo, e tornare subito dopo sui tuoi passi. Mi chiedo spesso come mai nell’amore e nel dolore le donne siano così caparbie, con una forza di volontà assoluta e accompagnata da una cecità sorda. Un piegarsi a una forza sconosciuta, a una piacevole e dolorante pena, pur di non dire:

NO, grazie mi fermo qui e scendo… me la faccio a piedi.

L’amore è vita e come la vita non puoi scegliere… anche quando pensi di star scegliendo…”

di Onemarishow

Alla fine del testo non c’era nessuna firma.

di Onemarishow