Quando resti a piedi – parte 2 –

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quando resti a piedi

Quando resti a piedi

 – Parte 2 –

Ecco non volevo tediarvi con le mie esperienze sui mezzi pubblici, ho fatto tutta questa premessa per arrivare all’argomento che mi sta a cuore e non mi da pace, ma per continuare devo tornare sull’argomento dei mezzi pubblici, vabbè prendiamolo come un viaggio virtuale; dicevo son rimasto a piedi e quindi ho dovuto prendere i mezzi pubblici ed è proprio in metropolitana che mi sono imbattuto nella conversazione di 2 ragazze le uniche due persone che nonostante l’ora disquisivano animatamente su una sindrome, all’inizio non prestavo molta attenzione presa dal mio fantasticare sulla vita degli altri, ma il loro volume era un po’ troppo alto e quindi non potevo fare a meno di ascoltare; il mio pensiero è stato: figurati se per una mattina che prendo i mezzi pubblici posso incontrare qualcuno di interessante e soprattutto di sano, parlavano infatti di una sindrome; La distanza sociale sui mezzi pubblici è quasi inesistente e non ascoltare le chiacchiere dei vicini è impossibile e quindi sono stata costretta ad ascoltare tutto quello che dicevano le due ragazze; una delle due era particolarmente carina jeans scarpe basse giacca da marinaio capello corto occhi verdi sciarpetta a quadretti e borsa enorme di tela viola come le scarpe; Cosa vi avevo detto sono un’ ottima osservatrice, quindi dicevo contro ogni mia volontà ho ascoltato la discussione delle due ragazze che verteva proprio su questa sindrome considerata una nuova tendenza, la mia curiosità qui si è risvegliata improvvisamente , parlavano di una sindrome di tendenza – dal nome artistico E cosa sarà mai? Sul più bello le porte si aprono: è la mia fermata! devo scendere. Di corsa mi dirigo verso l’ufficio con una fretta a me sconosciuta in pochi minuti mi ritrovo davanti al pc accendo e connetto digito il nome della sindrome sul motore di ricerca: Sindrome di Rubens, pochi secondi e  cosa scopro? La sindrome non è altro che un cuccare artistico:

“Secondo l’ Istituto di Psicologia di Roma, su 2.000 visitatori di musei, il 20% avrebbe consumato una fugace avventura erotica o avuto un approccio amoroso all’ ombra di un’ opera d’ arte, approccio concreto con l’altro sesso infrattato nell’ala di qualche galleria d’arte.  Si tratta della sindrome di Rubens, pittore fiammingo 1577-1640 Barocco, che si può descrivere così: i visitatori vengono travolti da un irresistibile desiderio erotico all’interno di determinati palazzi e di fronte a certe opere d’arte, lo stato d’ animo che si crea nel consumo tranquillo di un capolavoro predisporrebbe a questo tipo di incontri. Una delle teorie di Sigmund Freud era: Scoprire il mondo fa eccitare. Trovarsi di fronte ad un’opera d’arte, provoca un’eccitazione legata alla percezione estetica dell’immagine.”

Beh non male questa sindrome, mi sono scaricata la lista di tutte le mostre e musei attivi in città e questo fine settimana, così, senza impegno ci faccio un giro, un po’ di cultura non guasta … hihihi

E’ proprio vero l’anima gemella la incontri proprio dove meno te lo aspetti.

Tempo fa, forse ancora oggi, si andava a far la spesa in alcuni supermarket perché girava voce fossero luoghi di incontri con tanto di messaggi in codice ad esempio per comunicare che in realtà si era lì non tanto per rimpinzare la dispensa, ma perché alla ricerca della metà della mela bastava piazzare sul carrello un ananas; conosco un amico di un mio amico che ha mangiato ananas per mesi e ha scorte di alimenti stoccate in casa per  i prossimi 10 anni, ma pare che di incontri nulla.

Altri luoghi dove gira voce si aggiri Cupido sono i treni… chissà se anche ora che la maggior parte di quelli lenti e romantici sono stati soppressi… al loro posto ci sono treni_frecce iperveloci e ipercostosi…

di Onemarishow

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