Il random book di Onemarishow: sei introverso?!

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sulle ali di un libro di Onemarishow

“Sulle ali di un libro” di Onemarishow

Il Potere degli introversi

di

Susan Cain

Quiet: The Power of Introverts in a World That Can’t Stop Talking
di Susan Cain – Crown Publishing Group (NY) – January 2012

Cosa significa Introverso? Tendenza del soggetto a ritirarsi in sé, a orientare verso il proprio mondo interiore interessi ed energie, a rifiutare il contatto col mondo esterno.

(questo il significato dal dizionario)

Ecco alcuni estratti, liberamente tradotti e commentati  da un video di Susan Cain – che è intervenuta alla conferenza TED  e racconta degli introversi  delle loro capacità e dei pregiudizi inutili nei loro confronti.

Il mondo social dove tutto è gruppo pare sia un mondo difficile per  gli introversi.

Gli introversi non hanno vita facile, perché a farla da padrone ci sono sempre stati gli estroversi.

Gli estroversi hanno un disperato bisogno di stimoli, persone che non amano assolutamente stare da soli, persone che vogliono sempre essere al centro dell’attenzione, persone in continua lotta per ottenere ciò che vogliono anche se non ne hanno le capacità; ecc ecc

Gli introversi, invece,  si sentono molto più vivi e più attivi e più capaci quando sono in ambienti tranquilli e informali, seguono la loro strada con il loro ritmo, senza lasciarsi distrarre da ciò che accade intorno, ma catturandolo ed elaborando per usarlo al meglio;

Ovviamente, non sono concetti assoluti…

La solitudine è un ingrediente fondamentale per la creatività;

Un estroverso nel mondo del lavoro, verrà sempre preferito ad un introverso, aggiungo che  le persone che non fanno rumore fanno paura…

Introverso è diverso dall’essere timidi. La timidezza è la paura del giudizio sociale. Essere introversi ha più a che vedere con come si risponde agli stimoli, compresi gli stimoli sociali.

Istituzioni, scuole, luoghi di lavoro, sono progettati per in mondo degli estroversi e per la loro sempre più alta esigenza di essere sottoposti a continui stimoli, oltre alla moderna convinzione che Susan Cain chiama pensiero di gruppo, cioè che creatività e produttività possono nascere solo da ambienti molto socievoli.
Gli insegnanti spesso dichiarano che lo studente estroverso è lo studente ideale, anche se poi ha sempre i voti più bassi rispetto ad un alunno introverso…

I posti di lavoro sono sempre più strutturati in open space, con rumori di fondo e sguardi continui dei colleghi e davanti a posizione aperte di leadership un introverso è automaticamente tagliato fuori, nonostante una ricerca americana sostiene che gli introversi sanno gestire meglio gli impiegati lasciando loro lo spazio per seguire le loro idee, mentre gli i “capi” estroversi NO, hanno la tendenza del protagonismo si entusiasmano fino ad appropriarsi delle cose e finire così di impedire alle idee degli altri di evolvere ed emergere.

Molti leader rivoluzionari erano introversi vedi Eleanor Roosevelt, Rosa Parks, Gandhi, definiti come persone tranquille e pacate eppure in grado di grandi azioni,  o altri come  Darwin o Theodor Geisel, che hanno scelto la solitudine.

L’ideale sarebbe avere una giusta dose di entrambi i caratteri; e Susan Cain nel suo discorso precisa che non si deve smettere di collaborare, ma accettare che ci sono persone che amano stare, o lavorano meglio in solitudine, non perché meno capaci o con problemi. Precisando inoltre che in un gruppo tendenzialmente si seguirà sempre l’opinione della persona più carismatica ed in un certo senso la personalità propria viene messa un po’ da parte;

Racconta di suo nonno e conclude con 3 consigli;

1. Basta con i lavori di gruppo; dare spazio e incoraggiare gli incontri casuali utili tanto agli introversi quanto agli estroversi

Insegnare ai bambini sicuramente a condividere e lavorare in gruppo, ma soprattutto a lavorare per conto proprio, perché è nella solitudine che vengono fuori i pensieri più profondi.

2. Cercate voi stessi ed entrate in relazione con voi stessi e i vostri pensieri un pò più spesso di quello che già spero fate.

3. Introversi aprite la vostra “valigia” e mostrate al mondo cosa c’è dentro perché il mondo ha bisogno di voi.

Ringrazia e va via con la valigia di libri, con cui era arrivata in platea.

Da una veloce ricerca scopro che una persona  su tre è introverso, ma nonostante l’avversione al gruppo gli introversi hanno un social dove ritrovarsi ed esiste un’ Associazione e Onlus per la “protezione” degli introversi…

E tu sei intro o estro verso?

Il video del suo intervento:

di Onemarishow

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